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giovedì 17 aprile 2014

ORDINE PUBBLICO O ORDINE POLITICO?

Le basi sulle quali ministeri e questure organizzano i servizi di ordine pubblico sono davvero esclusivamente inerenti al pericolo per l'incolumità pubblica o talvolta possono essere indirizzati anche da altri fattori? Un qualsiasi cittadino medio non solito a partecipare a manifestazioni politiche sceglierebbe sicuramente la prima opzione. 
Ai concerti, cosi come alle partite di calcio (tranne in alcuni casi dove anche qui la politica diventa preminente) , i presupposti per l'organizzazione di un servizio di pubblica sicurezza sono meramente tecnici, si prende ad esame una zona, un quartiere o un'intera città, si fa una stima di quanti saranno gli intervenuti, si da un codice di pericolosità all'evento e da queste considerazioni parte l'organizzazione da parte delle questure e degli altri soggetti coinvolti nel dispiegamento di forze al fine di evitare che nessuno si faccia male e che l'evento fili via liscio senza danni a cose o persone. Ma purtroppo non sempre e' così, succede che a volte vi siano anche altri fattori a determinare il tipo di spiegamento di forze in servizio ad un evento, specie quando questo evento e' una manifestazione politica. Manifestare pacificamente dovrebbe essere un diritto garantito in uno stato che pretenderebbe di dichiararsi democratico ma non lo e'.
Molto spesso l'ordine pubblico viene usato come specchietto per le allodole per indirizzare o vietare manifestazioni politiche di partiti o movimenti che si pongono in maniera critica verso il sistema vigente. E questo e' il caso sicuramente di CasaPound che, ogni qualvolta su tutto il territorio nazionale decide di organizzare una manifestazione si trova sempre di fronte a mille problematiche che gli organi preposti all'ordine pubblico pongono in essere. Eppure CasaPound non e' certo un movimento violento, mai nessuna manifestazione di CasaPound e' sfociata in atti di violenza o devastazione gratuita, solo qualche raro caso di difesa da attacchi subiti dai centri sociali antifascisti. Ma allora perchè ogni manifestazione pubblica di CasaPound italia da Aosta a Palermo viene sempre blindata dalle varie digos (ovvero la polizia politica) in maniera possente anche in totale assenza di gruppi antifascisti? Perchè molto spesso cercano di spostare questi eventi fuori città lontano dagli occhi della maggioranza dei cittadini? Perchè non e' la violenza che preoccupa lo stato, quella sarebbe facilmente arginabile con l'impiego di semplici forze di polizia, ciò che preoccupa e' piuttosto la forza delle Idee, e un movimento che si presenta nelle piazze italiane con un carico di gioventù e di vincenti Idee Rivoluzionarie fa paura al sistema molto di più che qualche scalmanato che tira sassi a casaccio. E allora come eliminare democraticamente chi potrebbe far aprire gli occhi al popolo su di un sistema vecchio,corrotto,servile,flaccido e mafioso come quello politico italiano? Semplice, usando la scusa dell'ordine pubblico per boicottare ogni iniziativa di dissenso e zittire chi ha parole che tagliano piu' delle lame. In che maniera nel pratico? Prendiamo ad esempio alcuni fatti recentemente accaduti a iniziative svolte da CasaPound, come ad esempio l'ultimo gazebo di propaganda elettorale durante le passate elezioni a Firenze, in occasione del quale, adducendo fantasiosi motivi di ordine pubblico furono chiuse le vie d'accesso alla piazza in cui si doveva tenere l'iniziativa bloccando di fatto l'afflusso di persone possibilmente interessate, oppure come accaduto piu' volte per le foibe, quando le manifestazioni sono state costrette ad un contesto spettrale, chiudendo interi quartieri con anche il divieto di sosta per le auto nei giorni antecedenti, cosa che ovviamente crea disturbo al cittadino e quindi antipatia verso i promotori. In altre occasioni le manifestazioni sono state spostate fuori città, riducendone al minimo la visibilità, o anche scortate inspiegabilmente in maniera massiccia, come successo al corteo di Prato poco tempo fa, cosi da far sembrare che gli scortati fossero appartenenti ad un movimento violento e quindi da tenere sotto stretto controllo inducendo timore nel seguirlo al cittadino. Poi invece, si crea un clima di distesa apertura quando a scendere in piazza sono quei partiti che avendo rappresentanza istituzionale decidono se il questurino di turno presterà servizio l'anno dopo in un paesello di un'isola sperduta o nella capitale. 

Questo scritto non vuole assolutamente essere l'ennesimo articolo di complottismo spicciolo, ma una semplice spiegazione di come si articolano certe dinamiche che influiscono poi pesantemente sull'opinione pubblica. La prossima volta che vedrete una situazione del genere, vi auguriamo di avervi fornito qualche strumento in più per meglio giudicare quanto accade intorno a voi. 

Buona democrazia a tutti.

La Redazione. 

nella foto la grottesca situazione del pacifico corteo di CasaPound Prato.



giovedì 31 ottobre 2013

Renzi e le pedonalizzazioni ideologiche.


Apprendiamo dalla pagina facebook del Sindaco Renzi che in questi giorni la giunta comunale fiorentina ha provveduto alla pedonalizzazione del ponte Santa Trinita, portando così a 12 ettari l' area del centro interdetta ai mezzi a motore. Che a Firenze quattro anni fa ci fosse la necessità di pedonalizzare piazza del Duomo al fine di tutelarne le bellezze storiche siamo più o meno tutti d' accordo, ma adesso ci pare che l' ostinato prolungarsi di questo tipo di provvedimenti stia assumendo caratteristiche ideologiche più che urbanistiche. Non si può pensare che la Fiorentinità possa essere rappresentata soltanto dai nostri invidiati palazzi storici e dalle ricchezze artistiche. Togliendo al popolo fiorentino un libero e più comodo possibile accesso al centro si finirà inevitabilmente per ucciderne le tipicità e le tradizioni. L' area pedonalizzata con tanto clamore dal Sindaco Renzi è, ad oggi, oggettivamente sproporzionata rispetto all' ampiezza e alle necessità della città di Firenze, rimasta letteralmente stroncata in due. Firenze, lo ricordiamo, non è dotata di alcun mezzo di trasporto pubblico alternativo a quello su gomma (già per altro martirizzato dal sindaco con una privatizzazione-regalo ai soliti noti, ma questa è un' altra storia) e ogni giorno circa 7-800'000 persone si trovano obbligati a doversi muovere con mezzi propri in un'area eccessivamente ristretta, a causa anche delle dimensioni esagerate della ZTL. Tutto questo peraltro non risulta essere migliorativo per le condizioni dell' inquinamento perché è logico che dividendo il centro città in due i fiorentini compiono giri enormemente più lunghi di prima per attraversare la città e per il formarsi di interminabili code a velocità ridotta, aumentando esponenzialmente le emissioni. Rifiutandoci quindi di credere che la giunta e il sindaco in primis siano così incompetenti da non comprendere queste ovvie considerazioni e rifiutandoci altresi' di credere che quello di Renzi sia addirittura odio per i propri cittadini visto che di fatto li sta cacciando a forza da quella che è la loro casa naturale, preferiamo voler ipotizzare la magra consolazione che tali provvedimenti siano di natura ideologica. Renzi appartiene, infatti, a quella generazione di politicanti globalizzati che sul modello americano immaginano i centri delle città di interesse storico come dei luna park per turisti non tenendo assolutamente conto dell' inevitabile snaturamento di cui sono vittime le città “vetrina”. Tutto questo misto ad un radical-chichismo pseudo ambientalista che vorrebbe, in barba alle ineluttabili necessità di ogni persona che non detenga un' auto blu e che debba muoversi per gli impegni quotidiani, un popolo di ciclisti e passeggiatori tra negozi di multinazionali immessi sapientemente nel tessuto sociale della città al posto delle nostre botteghe storiche, messe sempre più a duro rischio da questo tipo di provvedimenti.

Saverio Di Giulio


Il Dossier "Pe(do)nalizzati" realizzato da CasaPound Firenze


venerdì 27 settembre 2013

Eja Eja Comandante.

Il 27 Settembre di 110 anni fa nasceva uno dei piu' grandi Fiorentini della storia, Alessandro Pavolini, poeta, scrittore, artista, combattente, politico di altissimo livello. La nostra citta' deve a lui interi quartieri, lo stadio, il ritorno del calcio storico fiorentino, il maggio musicale, la stazione di Santa Maria Novella, l'autostrada Firenze-Mare, la salvaguardia della tipicita' bottegaia di Firenze e tanto altro, ma soprattutto riportò in città quello Spirito da Rivoluzione permanente fondato sulla bellezza che non si vedeva dai tempi del Rinascimento. Mori' nel 1945, assassinato dai traditori criminali Partigiani su commissione alleata, non dopo aver combattuto fino in fondo, ultimo ad arrendersi. Lo ricordiamo chinando la testa e cercando i portare aldila' del tempo l'Esempio che ha saputo donarci. Eja Eja Comandante.