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venerdì 6 dicembre 2013

Pietro Toselli: l'Eroe dimenticato

In uno strano Pese come l'Italia, che da qualche anno in particolar modo cerca di nascondere la propria storia e le proprie radici, negando i suoi stessi eroi, vediamo sempre più spesso scuole o impianti sportivi intitolati a personaggi che niente hanno a che fare con la nostra Penisola (come Martin Luther King o Nelson Mandela) e figure italiane leggendarie forse volutamente dimenticate. E l'esempio che mi torna alla mente è quello di Pietro Toselli, ormai ridotto a mero nome toponomastico nelle strade di qualche città. Ma chi era Pietro Toselli? Nato a Peveragno nel 1856, si arruola nell'esercito fino a raggiungere il grado di maggiore. Nel 1894 durante la campagna italiana in Eritrea ha l'incarico di combattere le truppe di Bathà Agos, capo abissino che aveva tentato un'indipendenza della propria provincia con un'improvvisa ribellione. Dopo il rapido successo, nel 1895 viene inviato alla guida del III battaglione Indigeni a difesa sull'Amba Alagi, dopo che il Negus Menelik II° aveva dislocato oltre 100.000 uomini nei pressi del lago Ascianghi. Dopo l'inutile attesa di rinforzi, prevedendo l'attacco abissino, dispone le sue truppe a difesa dell'Amba Alagi. L'esercito nemico, forte di circa 30.000 uomini assalta le poche migliaia di soldati italiani, che oppongono una resistenza disumana., durata dall'alba fin quasi al tramonto. Dopo aver compreso che nessun rinforzo sarebbe arrivato ordina la ritirata, e per ultimo abbandona l'altipiano. Nonostante le insistenze degli ufficiali affinchè si mettesse in salvo, decise di affrontare il nemico dicendo "ora mi volto e lascio che facciano!" sedutosi su una roccia guardò l'avvicinarsi dell'esercito africano, che sorpreso da cotanto coraggio smise di sparare. Dopo qualche istante, ripresi gli spari, cadde in terra crivellato di colpi. Insignito della medaglia d'oro al valor militare, a Toselli vennero dedicate anche la canzone dell'Amba Alagi e quella delle donne ascari. Ma quelli eran altri tempi, di certo non c'era ancora chi pensava di salvare le casse comunali risparmiando su una corona di fiori da dedicare ad un Eroe.



La canzone dell'Amba Alagi:

Fosca Amba Alagi, 
quante quante stelle sulla tua vetta quella notte fiera
e in fondo a valle quante mai fiammelle
dei fuochi dell'immensa orda nera. 
L'ultima notte era per Toselli 
che aspettava il soccorso dei fratelli.

O Amba Alagi,
 tu l'hai veduto 
tutto il suo sangue 
quand'è caduto. 

Or da quel sangue 
che ferve ancor 
sorge la fiamma 
del tricolor.

Sotto la tenda stan gli eroi raccolti. 
Pietro Toselli scrive al generale: 
“Vedo i lor fuochi sono molti molti 
doman sarà per noi gloria immortale”. 
Invano tu aspettasti i tuoi fratelli, 
solo la gloria venne a te Toselli.

Maggior Toselli, cavaliere fiero, 
cadesti allor pugnando come un dio. 
eri il leon del battaglione nero
 e degli imbelli tu scontasti il fio. 
Son quarant'anni che attendi i tuoi fratelli: 
eccoci al fine, siamo qui, Toselli.


O Amba Alagi,
tu l'hai veduto 
Pietro Toselli 
quand'è caduto.

 Ora lo vedi 
sorgere ancor 
sulla grand'Ara
del tricolor.
Simone Selvi